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La pietra miliare romana,.Capitello Tharer, Il capitello “Spitziger Stöckl”, Parrocchiale di San Pietro e Sant´Agnese, L´Affresco di San CristoforoChiesa di San Volfango a Sorafurcia, Chiesa di Maria Assunta a Valdaora di Sopra, Sant´Egidio a Valdaora di Mezzo...
La pietra miliare romana

Nell´aprile del 1958 durante i lavori per la costruzione della centrale elettrica venne scoperta in località Goste una pietra miliare di epoca romana.

Il blocco di granito alto 2,33 metri di cui 90 cm. rappresentati dallo zoccolo, era in ottimo stato di conservazione. Il diametro variava dai 39 ai 42 cm. Risale al periodo dell´imperatore Settimio Severo (193-211 d.C.) e dei suoi figli Caracalla e Geta. L´uso di queste pietre decadde nel 201 d. C. In Val Pusteria si trovano a partire da Agunto (presso Lienz) e segnano, in questo caso, 45 miglia (67,5 km, la distanza appunto tra Valdaora e Lienz).La pietra miliare ed un monolito ritrovato sempre a Goste si trovano attualmente a Valdaora di Sopra, in località Seefeld.

18° secolo – Capitello Tharer a Valdaora di Mezzo

L´edificio quadrangolare con la volta a crociera (18° secolo) ora è il “memoriale” dei caduti durante le guerre mondiali e di Peter Sigmair, oste dell´albergo Tharer, fucilato in questo luogo dai francesi il 14 gennaio 1810. L´affresco esterno è di S. Pörnbacher (1977).

1460 – Il capitello “Spitziger Stöckl”

Il capitello si trova in un ampio paesaggio campestre a sudovest di Valdaora di Mezzo ed è caratterizzato per la singolare struttura: infatti ció che normalmente serve da atrio qui è utilizzato come corpo principale totalmente dipinto.

Come nella chiesa medievale di Valdaora di Mezzo, anche qui troviamo la raffigurazione dei Magi; inoltre una scena dell´orto degli ulivi, Gesú che porta la Croce e la Crocifissione (1460 circa). Sotto la stalla in legno: la S. Famiglia, in primo piano i Magi inginocchiati, sopra Maria col Bambino, a sinistra un santo re con scettro e globo imperiale (forse S. Osvaldo), a destra un altro santo re (forse S. Sigismondo).

1709 – Parrocchiale di San Pietro e Sant´Agnese

L´imponente campanile gotico, con zoccolo frangipioggia per deviare l´acqua piovana, e finestre della cella campanaria ad arco acuto, reca su una pietra murata l´anno 1464 ed il nome del capomastro Jörge Maurer.


Nella ricorrenza del Corpus Domini 1709 il parroco Klemens Waldsacker ed il consiglio parrocchiale si resero conto del pessimo stato della chiesa e dalla sua ridotta capienza: l´edificio non era in grado di accogliere i numerosi fedeli dell´intera giudicatura di Rasun.
Si pensó perciò di erigere una nuova chiesa a Valdaora di Sotto e partirono immediatamente i suoi lavori. La consacrazione da parte del vescovo Ignaz Künigl avvenne il 4 agosto 1712.
Vi fa riferimento lo stemma del vescovo sito a ridosso dell´organo. Valdaora di Sotto era la sede della parrocchia madre di Valdaora, perciò alla costruzione della chiesa contribuirono gli abitanti di Valdaora, Rasun, Sorafurcia, Perca, Vila di Sopra e San Vito di Braies, che faceva anch´esso parte della parrocchia, in tutto 23 frazioni.
La ristrutturazione barocca equivaleva ad un ampliamento della parrocchiale romanica e gotica, di cui è parzialmente conservato il muro occidentale (vedi l´affresco della Madonna di Hans von Bruneck sul lato occidentale accanto all´ingresso).
Le pitture del soffitto sono opera di Johann Matthias Peskoller di Monguelfo, come risulta dalla firma apposta sul dipinto dell´altare maggiore: “Peskoller sen aus Welsberg 1922”.

Il parroco Leopold Wallnöfer (a Valdaora dal 1909 al 1937, lapide commemorativa sulla parete sinistra) giá nel 1903, quand´era parroco di Naz, aveva incaricato il Peskoller di dipingere la chiesa di Elvas. Questi dipinti a tinte forti ai fedeli piacquero subito molto piú dei precedenti di Christian Holzinger (1856). Questo almeno si racconta.
Il dipinto sopra l´altare maggiore rappresenta i frutti del sacrificio della croce e della santa messa, che vanno a vantaggio dei vivi e dei defunti. A destra e a sinistra del quadro si trovano due evangelisti.
Il quadro al centro della navata propone il martirio di San Agnese, seconda patrona della chiesa; condannata al rogo, morí poi decapitata. L´agnello significa l´innocenza di questa santa romana ed allude al suo nome (agnus=agnello). Il giorno di Sant´Agnese – 21 gennaio – nella parrocchiale viene festeggiato con grande solennità. Da un calendario ecclesiastico ricaviamo che al centro della chiesa medievale c´era un altare dedicato a Sant´Agnese.
Sulla destra c´è il padre della chiesa Sant`Agostino, che nelle prediche e negli scritti evidenzió in modo particolare la virtú della caritá. A sinistra, San Girolamo, traduttore della Bibbia ed erudito dal temperamento battagliero. Nel terzo dipinto è raffigurato il martirio di San Pietro, patrono principale della chiesa. Morí ai piedi del colle Vaticano, crocifisso a capo in giú. A destra il Papa Gregorio Magno, che in un´epoca tempestosa mise a disposizione della chiesa le sue straordinarie doti di predicatore, d erudito e diplomatico. A sinistra il padre della chiesa Sant´Ambrogio, che ci riferisce il martirio di Sant´Agnese.

Altare maggiore:
Clemens Waldsacker, parroco di spiccata sensibilità artistica e musicale, e Johann Baptist Leys, curatore e giudice dei signori di Castelvecchio di Rasun, nella loro veste di autoritá ecclesiastica e civile, nel 1712 affidarono all´artista Michael Rasner di Brunico, l´incarico
di edificare l´altare maggiore servendosi di scultori, carpentieri, pittori ed altri artigiani.
L´altare con tre colonne per parte, San Giuseppe a sinistra e San Paolo a destra, fu rialzato
nel 1839.

Altare laterale di destra:
La struttura dell´altare e le statue (San Sebastiano e San Rocco che indica un bubbone della peste) sono opera di Michael Rasner (1712/13). Era ancora vivo il ricordo della peste del 1636 che aveva mietuto molte vittime a Valdaora. Inoltre in parrocchia esisteva una confraternita di San Sebastiano. A partire dal 1348 si erano diffuse ripetute epidemie che indussero i fedeli a ricorrere all´aiuto dei protettori dal morbo contagioso.

Altare laterale di sinistra:
L´altare laterale di sinistra fu allestito dal falegname del convento di Novacella ed è un dono del prelato Augustin Pauernfeind (1712/13). Non è un caso quindi che sull´altare siano presenti Sant´Agostino, padre dell´ordine dei canonici regolari di Novacella, e la madre Santa Monica. Le rifiniture sono del pittore Nikolaus Pedevilla di Brunico. Le figure sono nuovamente di Michael Rasner e denotano una notevole capacitá scultorea, come pure una vivacitá contenuta dei movimenti. La pala rappresenta la morte di San Giuseppe. Sulla cimasa si vede Sant´Anna.
L´acquasantiera (1710) è di Michael Rasner, scultore a Brunico e le cornici di pietra degli ingressi alla chiesa ed alla sagrestia sono di Gregor Joaß (1712).
Nel 1846 Balthasar Masl di Valles costruí l´organo della parrocchiale. L´organo attuale ha 19 registri ed è opera del noto organaio Johann Pirchner di Steinach (A), inaugurato il 25 giugno 1989.
Sul pulpito, fra colonne ioniche, si scorgono Cristo ed i quattro evangelisti (1838). La Via Crucis fu dipinta da J.M. Peskoller (1922), ricalcando quella di G. Fugel (1863-1949), che realizzó nella Germania meridionale ed in Svizzera raffigurazioni bibliche popolari.
Accanto alla porta laterale della chiesa, inserita nel muro, si trova la lapide sepolcrale del giudice e curatore di Castelvecchio di Rasun, Paul Leys di Paschbach (+1706).
L´artista originario di Valdaora Siegfried Pörnbacher nel 1994 dipinse nelle arcate del cimitero il Cristo Risorto, il Buon Pastore ed il Buon Samaritano.

17° Secolo – L´Affresco di San Cristoforo

Durate il restauro della facciata della chiesa parrocchiale di Valdaora di Sopra, nell´agosto del 1997, il restauratore Eduard Kaiser, fece una scoperta sensazionale:
dietro uno spesso strato di malta si nascondeva un affresco gotico raffigurante San Cristoforo dalle ragguardevoli dimensioni di 8 x 3,25 metri.

L´affresco fu coperto nel 17° secolo con la malta quale misura preventiva contro il diffondersi della peste e fu dimenticato. Rappresenta un altro importante esempio della creatività dell´artista locale tardogotico Friedrich Pacher.
San Cristoforo è noto ovunque come patrono dei viaggiatori. Anticamente era molto diffusa la credenza che vedere l´immagine del santo prima di mettersi in viaggio avrebbe protetto il viaggiatore dalla morte. Per questo veniva visitato dai viaggiatori in procinto di partire per viaggi pericolosi attraverso le Alpi. Il grande affresco di San Cristoforo si trova sulla stretta parete ovest della chiesa, affinché possa essere visto da tutti i viaggiatori, sia che vengano da Valdaora di Sotto, che di Mezzo, che da Sorafurcia e da Ried.

1484 Chiesa di San Volfango a Sorafurcia

“Gisilhatirsperch” monte di Giselhart, cosí si chiamava la localitá attorno al 1050. Per i ladini di Marebbe si trattava del “luogo sopra la forcella”, perciò Sorafurcia. Per una tradizione plurisecolare ogni anno, il sabato precedente la festa della Trinitá, gli abitanti di Sorafurcia e di Valdaora valicano la Furcia e su recano alla Madonna delle Grazie di Marebbe, che nel linguaggio popolare è sempre “Ennebergis”, ossia al di lá del monte, come risulta documentato giá attorno al 1280 in un urbario di Novacella.

La leggenda riferisce che un certo Arndt, assalito da un orso sulla forcella, promise di erigere una chiesa (vedi affresco sull´edificio della scuola elementare). La chiesa attuale fu consacrata nel 1484 e dopo una ristrutturazione nel 1893, venne completamente rigoticizzata. Sul lato settentrionale del campanile è murata una pietra recante la data 1502. Nel 1489 il pittore Simon von Taisten, dipinse lo stupendo S. Cristoforo sulla parete esterna. Certamente allo stesso artista sono
da attribuire la Pietá dietro l´altare, i simboli degli evangelisti ed i santi Volfango e Leonardo, nonché la Madonna riportati alla luce nel 1982 con la ripulitura delle chiavi di volta. Il cappellano Leopold Wallnöfer con la rigoticizzazione del 1893 fece sí che “da una chiesetta irrilevante nascesse un edificio esemplare di stile gotico”.
In vista del giubileo per i 500 anni della chiesa (1484-1984), si provvide al restauro della facciata. Si riportó alla luce un affresco, anche questo di Simon von Taisten (1490 circa),
che presenta molti santi particolarmente venerati a Sorafurcia e giá nominati nel documento della consacrazione (1484): S. Volfango, cui fu ed è dedicato tuttora l´altare maggiore; la Madonna con Bambino ed i santi Alessio e Leonardo, cui sono dedicati gli altari laterali; S. Nicola, di cui sono state deposte delle reliquie nel sepolcro dell´altare maggiore; inoltre si vedono S. Sebastiano e S. Anna Metterza ( S. Anna con in grembo la Vergine che ha in braccio Gesú); il santo a sinistra è Alessio di Emessa, secondo patrono di Sorafurcia; è raffigurato da pellegrino con una scala, perché secondo la leggenda visse per 17 anni da mendicante sconosciuto sotto la scala della casa paterna. La struttura dell´altare con le statue di S. Volfango e S. Ulrico, nonché le cornici dei quadri della Via Crucis, provengono dalla bottega brissinese di August Valentin (1893) ed i banche dalla scuola professionale di Bolzano. Un´opera di profonda sensibilità è la Pietá sita sulla parete destra della navata; il Cristo è fortemente contorto (seconda metá del 15° secolo).

Attorno al 1700 Johann Mitterwurzer di Rio di Pusteria dipinse il S. Leonardo: in abito benedettino con libro qui compare come patrono del bestiame; ed è comprensibile in un paese di campagna dove le preoccupazioni per gli animali costituiscono un elemento costante della vita contadina. Un angelo regge una catena: questo aspetto fa riferimento alla confraternita della Trinità, intesa a promuovere la liberazione dei prigionieri; una confraternita molto diffusa nelle parrocchie rette da canonici agostiniani di Novacella. Il nuovo organo con 7 registri costruito da Josef Kaufmann venne inaugurato il giorno di S. Volfango nel 1994.

1446 – Chiesa di Maria Assunta a Valdaora di Sopra

La chiesa tardogotica di Valdaora di Sopra fu consacrata la prima volta nel 1446 e successivamente nel 1472. Nel 1650 assunse l´aspetto barocco.

La sua ristrutturazione nel 1900 la riportó al primitivo aspetto gotico, grazie alle proposte dell´architetto Roman Pircher. Le vetrate furono prodotte dalla ditta Neuhauser di Innsbruck, su disegno di Pircher. Gli stalli del coro, i banchi e le porte sono di Jakob Veider, falegname di Rasun di Sotto. L´altare laterale di destra raffigura Sant´Antonio, insieme a San Sebastiano, invocato contro la peste. I santi Crisanto e Daria portano nelle vesti delle pietre, perché, secondo la tradizione, sarebbero stati lapidati. L´altare laterale di sinistra propone la Madonna con Bambino, affiancata dai santi Gioacchino ed Anna, suoi genitori. Sull´ancona San Giovanni Battista. Il rilievo sull´altare maggiore presenta l´Assunzione di Maria e ne ricorda il patrocinio, accanto al tabernacolo stanno i quattro evangelisti.

1404. Sant´Egidio a Valdaora di Mezzo

E´ la chiesa di Sant´Egidio, dei Re Magi, dei Sette Dormienti e dei quattordici Ausiliatori. Una consacrazione è tramandata dal 1138, una ulteriore è documentata nel 1404. A quell´epoca risale l´edificio attuale, barocchizzato nel 17° e 18° secolo.

Un furioso incendio scoppiato il 13 giugno del 1723 danneggió il campanile ed il tetto della chiesa, rendendo necessarie intense opere di risanamento e la fusione di tre nuove campane.
I dipinti del soffitto sono di Johann Mitterwurzer, originario di Rio di Pusteria (fine 18° secolo) e raffigurano la leggenda di Sant´Egidio. L´incendio che distrusse il paese nel 1904 coinvolse anche il campanile e la chiesa; i dipinti nel corso dei lavori di risanamento vennero in parte fortemente ritoccati. S. Egidio visse da eremita nella Francia meridionale; durante il medioevo era annoverato tra i 14 Santi Ausiliatori, venerato come patrono degli animali e protettore dalla peste, godeva quindi di grande popolarità. Nel dipinto principale S. Egidio implora il perdono dei peccati commessi da un re. Sopra la cantoria: San Floriano.
Il magnifico altare maggiore reca la data 1679. La struttura si deve a Veit Hirber di Valdaora di Sopra; Georg Stieger , scultore di Castelbadia, realizzó i lavori d´intaglio e gli angeli della cimasa. Le rifiniture sono di Simon Gasser, pittore di Tendone. Le staute laterali dei santi Biagio ed Erasmo sono opere di Silly (1770 circa). San Biagio che regge una candela è tuttora assai venerato per i problemi della gola. S. Erasmo era vescovo di Antiochia, in Turchia. E` patrono dei tornitori e soccorritore nel caso di dolori al basso ventre, convulsioni e coliche.
Ambedue i santi sono presenti anche fra gli Ausiliatori dell´altare laterale. Sull´altare laterale si trova un reliquiario con il corpo di s. Aurelio, traslato dalle catacombe romane a valdaora nel 1848. Questo santo veniva spesso portato in processione per invocare il bel tempo alle campagne. Il dipinto con i Sette Santi Dormienti è sicuramente di Josef Renzler. I Sette Dormienti erano dei giovani cristiani di Efeso, ora Turchia, che durante una persecuzione nel 250 si rifugiarono in una grotta dove furono murati. Risvegliatisi improvvisamente, furono oggetto di grande venerazione, in quanto testimoni viventi della fede nella resurrezione dei corpi. Sul lato sinistro: Crocifisso dall´atteggiamento austero, prima metá del 19° secolo, Madonna e San Giovanni. Sul parapetto della cantoria: nascita e circoncisione di Gesú ed Adorazione dei Magi (18° secolo). Sulla parete settentrionale esterna: San Michele, di Siegfried Pörnbacher (1955).

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